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venerdì 28 luglio 2023

100% Vic

Ieri, come spesso succede, Vic mi ha stupita con i suoi ragionamenti.

Siamo usciti a fare una passeggiata serale e a un certo punto esordisce con: "Sai, mamma, tu e papà per certe cose non mi piacete tanto".

Oddio. "Ah, e per cosa in particolare?", chiedo. E lui: "Vi siete sposati e avete avuto i figli troppo da vecchi. Se io faccio altrettanto, voi i nipoti non li conoscerete e invece è molto importante. Quindi io mi sposerò e farò i figli a 25 anni".


#8annieragionaredatrentenne

#comeglivengonoinmente

venerdì 30 settembre 2022

Mamma: "Dovreste farvi il letto, comunque. Dormireste anche meglio"
Vic: "Io dormo benissimo, in realtà. Sopravvivo"

#lafilosofiatelainsegnoio

martedì 2 novembre 2021

100%Vittorio

Parlando di animali:

Mamma: "Sai che c'è un insetto che vive solo 1 o 2 giorni?"

Vittorio: "Beh, deve trovarsi una moglie in fretta allora!"


giovedì 30 agosto 2018

True love

Nano piccolo: Pronto? Papi?
Marito: Dimmi...
Nano piccolo: ...Però io ti avevo detto che volevo venire a lavorare con te...
Marito: Sì, ma sei ancora piccolo...
Nano piccolo: Vieni a prendermi?
Marito: Adesso non posso, Papi deve lavorare per poter comprare la pappa, per poterti prendere i giochi...
Nano piccolo: A me non interessano i giochi, io voglio stare con te!
(la saggezza dei piccoli, che poi perdiamo)

domenica 18 giugno 2017

Con ottime probabilità, anche quest'anno, credo per il sesto anno di fila, ci dimenticheremo del nostro anniversario di matrimonio. Un po' perché siamo pessimi nel ricordare date e ricorrenze, un po' perché prosciugati dai due Nani che, bontà loro, finalmente si sono messi a dormire (alle 23) dopo una giornata di passeggiate all'aperto, tanto per fare un esempio. E anche un po' perché sia io che il Marito, quando abbiamo deciso di unire i nostri Io in un Noi, lo abbiamo fatto pensando a un Noi decisamente più grande e più bello della somma delle nostre due identità, e questo Noi effettivamente lo celebriamo ad ogni compleanno, festa del papà e della mamma, Natale, Pasqua, ponti, gite fuori porta, ad ogni colloquio con le maestre, lezione di inglese e bracciata in piscina. In questo Noi a quattro voci c'è ormai poco spazio per il Noi originario, quello da cui tutto é partito. E va bene così. Perché sia io che il Marito non siamo la coppia da cuoricini e frasi sdolcinate sul diario Fb del consorte (il Marito in tutta onestà non mi ha nemmeno voluto dare l'amicizia virtuale perché dice che gli rompo già l'anima nella vita reale), non ci regaliamo cioccolatini né scriviamo poesie per l'altro, a volte non ci chiamiamo neanche "amore" o "tesoro". La frase con cui mi ha chiesto di formare una famiglia, in una brumosa domenica mattina di circa 9 anni fa, é stata: "Ho verificato che riesco a sopportarti. Ci sposiamo, a sto punto?". E, contro ogni apparenza, l'ho trovata una frase romantica davvero: dirmi con consapevolezza che era disposto a sopportare tutte le mie manie e i nervosismi e le ansie per il resto della sua vita mi é sembrata la dichiarazione più bella che potesse farmi. Come dicevo, non adottiamo frasi zuccherose, ma ci siamo l'uno per l'altra e tutti e due per i bambini. Ci siamo quando bisogna decidere come gestire una situazione difficile, ci siamo quando è ora di fare da taxi, ci siamo quando bisogna approntare la cena e svegliarsi durante la notte per una febbre o una pipì improvvisa. Ci siamo quando qualcuno sta male e ci siamo per una gita al mare. Ci siamo per prenderci in giro e ridere delle stesse cose. Poche parole ma tutti i fatti, quelli che contano e quelli che no. Perché l'importante, per come la vedo, non è mandarsi faccine innamorate, ma portare fuori la pattumiera al posto dell'altro quando fa freddo, fargli una tisana se sta male e dargli la propria coperta quando è intirizzito, ricordargli di prendere le medicine e aiutarlo a cercare la patente, dividersi le incombenze e spartirsi i pensieri. L'importante é scegliersi tutti i giorni.

giovedì 7 maggio 2015

I figli ci assomigliano moltissimo. Ci osservano, ci studiano, ci ammirano, ci adorano. Ci odiano, più avanti negli anni. Ma soprattutto ci copiano. Non importa quel che cerchiamo di insegnare loro, quello che diciamo, come predichiamo. Quello che conta davvero è come ci comportiamo in loro presenza, loro prenderanno spunto da lì per fare altrettanto in situazioni analoghe. Questo per me significa che i figli ci spingono, con la loro mera presenza, a migliorarci. Loro sono i nostri specchi. In ciò che dicono, nei loro giochi, nelle loro azioni quotidiane, possiamo vedere chi siamo veramente, possiamo realizzare di dire parole o addirittura frasi di cui non ci rendiamo conto, possiamo ricosconoscere un gesto o persino un tic. Osservando i propri figli, come per altri versi i propri genitori, ci vediamo un po' da fuori, ci rendiamo conto di quanto possiamo essere piacevoli o, viceversa, molesti in determinate occasioni. Ecco allora che lo "specchio" diventa occasione di riflessione profonda e di mutamento, quasi una psicoterapia a costo zero. La difficoltà è avere la forza di osservare e riconoscere nei comportamenti dei piccoli le nostre debolezze, per poi farsi forza insieme e cambiare. Con loro e per loro, ne vale la pena.

venerdì 13 febbraio 2015

"L' età è un limite, il tempo è libertà". Marc Augé

lunedì 31 maggio 2010

Come il paguro

Il paguro quando cresce o trova una sistemazione migliore cambia il proprio guscio.
E'un approccio positivo... nuove prospettive! Nuove idee!