lunedì 19 febbraio 2018

Dissidi famigliari

Marito e nanetto hanno la seguente conversazione:
- Nano:"Nonno mi ha detto che quetto belletto è ollibile..."
- Marito:"Questo è un berretto del Toro...lo sai, purtroppo, tuo nonno Livio è della Juve"
- Nano:"Ha detto che anch'io ciono un po' della Juve..."
- Marito:"E tu cosa gli hai detto?"
- Nano:"Fatti fubbo!"

venerdì 9 febbraio 2018

mercoledì 7 febbraio 2018

lunedì 29 gennaio 2018

... e poi, all'improvviso, tutto cambia. E non c'è nulla da fare.

giovedì 21 dicembre 2017

Futuro farmacista?

Ieri sera ho assistito alla seguente conversazione:
Vittorio: "Papi, ma pecché ttai con la ciappa in casa?"
Ugo: "Perché ho mal di gola"
Silenzio.
Vittorio: "Ma toii la cciappa e pendi la medicina"
😂😂 🤣 Troppo avanti.

mercoledì 20 dicembre 2017

Ieri sera, grazie all'aiuto del nano numero due, è caduto il terzo dentino di Giorgia.

giovedì 14 dicembre 2017

Poesia

Due giorni fa, dalla mia scrivania, vedevo questo paesaggio...

mercoledì 22 novembre 2017

Stasera Giorgia ha scelto di vedere un cartone animato anziché leggere un libro prima di dormire.
Giorgia: "Papà, non mi leggere la fiaba perché é tardi e mamma non vuole, ho visto la tv"
Marito: "Allora ti racconto una storia breve: Un topolino cade in un buco. Fine"
Giorgia pensa e poi: "Inizia bene e finisce male"
Il senso dell'umorismo non le manca.

mercoledì 15 novembre 2017

#pulcinachecresce #nonsonopronta

Stasera la Pulcina mi ha letto la sua prima fiaba. Un libro letto a me, da un'altra persona, dopo tanto, tanto tempo.
Ricordi di letture passate che affioravano prepotenti.
E tanto orgoglio per quelle poche righe lette a una sillaba per volta, a volte lettera per lettera, con impegno profondo.
E poi, all'improvviso, la resa: "Ora sono stanca, leggi tu".
E via a una lettura più sciolta, più veloce, mano impegnativa. Ma sicuramente meno emozionante. Almeno per me.

domenica 12 novembre 2017

Oggi, all'improvviso, mi sono resa conto di cos'è la felicità: é un attimo fuggevole, un guizzo, uno sprazzo pizzicato tra momenti di stanchezza o di noia. La felicità bisogna saperla riconoscere e afferrare, perché é una sensazione talmente effimera che altrimenti non ci si rende nemmeno conto di averla provata. Se però uno riesce ad agguantarla e a trattenerla per qualche istante ne gode più a lungo, come se fermasse il fotogramma di un film. E allora capisce di averla avuta tra le mani, anche se solo per pochi attimi. Perché la felicità é fatta di mille piccoli momenti transitori, come un abbraccio inaspettato, il bacio di una persona cara, una caramella frizzante al limone chiusa in cassetto, un oggetto perduto e poi ritrovato, una doccia calda dopo aver preso la pioggia.
Oggi pomeriggio, ad esempio, ho raggiunto il Marito e il Nano che dormivano nel lettone. Al mio arrivo, il dormiente piccolo si é girato verso di me e mi ha abbracciata. Abbiamo appoggiato la testa sullo stesso cuscino e io mi sono addormentata accoccolata al suo corpicino tiepido e morbido, tenendo strette tra le braccia le gambine paffute. E in quel momento, proprio prima di cedere a Morfeo, ho toccato la felicità, ho cercato di trattenerla con me più a lungo possibile, di serbarne il ricordo, perché troppo spesso ci soffermiamo su cosa ci fa star male e non su cosa, invece, ci fa toccare il paradiso.