Oggi Vittorio dice ai vicini del mare: "Ho fatto un fortino! Venite a vederlo?"
E i vicini, avendolo conosciuto, hanno capito: "Mi son fatto un quartino!"
Cosa non così impossibile, dato il soggetto.
#Ugonascondilabottigliatiprego
Oggi Vittorio dice ai vicini del mare: "Ho fatto un fortino! Venite a vederlo?"
E i vicini, avendolo conosciuto, hanno capito: "Mi son fatto un quartino!"
Cosa non così impossibile, dato il soggetto.
#Ugonascondilabottigliatiprego
Stamattina ci siamo svegliati con la pioggia.
Nella nostra ingenuità ci siamo detti: "È il giorno giusto per andare al museo oceanografico di Monaco!" Ma una rapida ricerca su internet ci ha fatto capire che non era un'idea molto originale e il sito stesso del museo ci sconsigliava di andare.
Abbiamo quindi pensato alle grotte di Toirano, ma probabilmente anche quella dato il maltempo è una meta gettonata. Però, essendo liguri e non monegaschi, anziché mettere un avviso sul sito staccano il telefono a cui chiedere informazioni o prenotare.
Partiamo quindi alla ricerca di idee.
Trovo un sito che consiglia la visita a Imperia e ad alcuni borghi lì vicino tra i quali il mai sentito seppur gettonato Valloria, famoso per le 170 porte dipinte a partire dal 1994 da artisti più o meno famosi.
In mancanza di altre idee, partiamo per Valloria .
E qui, la delizia, la meraviglia, la gioia.
C'è un percorso consigliato da seguire per vedere le porte dipinte. Ogni anno a luglio si tiene un concorso in cui i pittori si sfidano per la porta migliore ed effettivamente ce n'è per tutti i gusti e il pomeriggio vola tra un "Oh!" E un "Guarda quella!".
Quando la necessità aguzza la ricerca.
Oggi abbiamo avuto la brillante idea di andare fino a San Remo in bicicletta. Coi bambini. Perché c'è traffico e non vogliamo fare code. Il treno invece no perché ci sono pochi orari. E poi tanto da Ospedaletti c'è la pista ciclabile.
E ma arrivarci, a Ospedaletti, possibilmente tutti vivi, ci siamo resi conto che è praticamente un atto di fede.
Tra le salite e le discese, le curve, i bolidi che sfrecciano a velocità sostenuta rasentando il bordo strada e il marciapiede stretto abbiamo visto la morte in faccia almeno un paio di volte a testa.
Una volta a destinazione eravamo indecisi se andare a prendere un cordiale o accendere un cero in chiesa.
Alla fine abbiamo optato per un meritato pranzo a base di frittura di pesce e poi il classico giro per negozi con acquisto di scarpe invernali per i nani.
Poi si poneva il problema del ritorno, perché fare il tragitto inverso con più salite che discese e nessun marciapiede, sia pure stretto, a disposizione era praticamente un suicidio.
Da qui la pensata: prendiamo il treno e carichiamo le biciclette.
Così abbiamo fatto.
Credo che questo sarà l'ultimo dei brani di compito che ha Vittorio, quello a titolo "Descrivi una giornata delle tue vacanze". Sono fiduciosa nelle sue possibilità 🤣🤣
In meno di una settimana, dallo zio laziale abbiamo imparato:
- che si può innestare una susina su un ciliegio (o viceversa 🤔)
- che il caffelatte se chiamato cappuccino ai bambini piace di più
- che il trattorino tagliaerba da guidare è simile agli autoscontri
- che esiste una varietà di pere chiamata "coscia"
- che il caffè con la sambuca è la morte sua
- che la frutta presa direttamente dalla pianta e mangiata senza nemmeno lavarla ha un altro sapore
Ma soprattutto che ritmi di vita più lenti e naturali non sono solo possibili, ma anche auspicabili, e che le chiacchiere intorno a un tavolo davanti a una fetta di salame o un caffè sono un patrimonio dell'umanità e andrebbero tutelate.
#graziezioFranco
E così, dopo molte, moltissime insistenze, finalmente quest'anno abbiamo convinto la suocera a tornare alla sua terra natia e rivedere fratelli, nipoti, cugini, comari, figli di comari, cugini di cugini e molti altri parenti ancora.
La pianificazione come sempre è stata accurata, ma in questo caso preda di repentini aggiustamenti o modifiche in seguito a richieste continue di visite aggiuntive.
Siamo partiti sabato per un viaggio a metà tra il viaggio della speranza, con la macchina piena e il condizionatore zoppicante, e IL viaggio, quello che si ricorderà per la vita: 3 generazioni insieme su una Multipla scassata che cantano Mannarino per ammazzare il tempo e masticano Travelgum per non vomitare. Un viaggio tra l'eterno e l'epico. Un viaggio alle origini, alla riscoperta delle tradizioni e della famiglia. Un viaggio di cui si parlerà per anni, di cui si ricorderanno persone e gesta, infiocchettando ogni volta il racconto.
Io mi sono inserita in questo viaggio un po' in punta di piedi, conscia dell'importanza per la suocera e il marito e quasi timorosa di essere "in più", anche se desiderosa di vedere i posti in cui la famiglia di cui ho deciso di fare parte ha passato un pezzo di vita E invece sono stata accolta a braccia aperte da tutti, con un calore genuino che non mi aspettavo.
Le giornate volano, tra la visita di un parente, l'improvvisata di un altro, la nuotata al mare, il giro al castello di Sermoneta e quello ai giardini di Ninfa.
Le serate nella veranda a mangiare cocomero, come si dice da queste parti, o comunque i pasti, sono il mio momento preferito: un momento sincero di racconti familiari, come quelli di altre epoche, quando ci si ritrovava intorno al fuoco. Solo che qui siamo tutti parenti, quelli di sangue e quelli acquisiti, intorno a un tavolo, ci scambiamo bevande e pietanze, ridiamo e scherziamo, tra chi capisce e chi invece no (Vittorio: "Lo zio stamattina mi ha chiesto qualcosa, ma non ho capito perché parla francese"), in una bella varietà di accenti e dialetti.
Questa vacanza mi è già entrata nel cuore, dove credo resterà per molto, molto tempo.
Oggi la Pulcina finisce la scuola. E, più precisamente, finisce le elementari.
Un momento di passaggio che è svolta, che sancisce in qualche modo la fine dell'infanzia e l'inizio della preadolescenza.
Non ci sono ancora molti segnali di questo passaggio, ma so che il mio bruco si sta lentamente evolvendo in crisalide.
E allora vola alto quando sarai pronta, farfalla mia, coltiva i sogni bellissimi che sei capace di avere, non temere nulla ché noi saremo sempre con te e credi in chi sei, perché sei meravigliosa.
Mamma
La rappresentante ha avuto l'idea di far scrivere un pensierino ad ogni bambino della classe per fare un omaggio di fine anno alle maestre. Bene.
Due giorni di lagne (di Vittorio) e altrettanti di insistenze più o meno garbate (mie) e questo è il risultato:
#menomalechesiamoallafinedell'anno
#fasololasecondaelementare
#miaspettanoanniduri
Mini resoconto di una giornata con Vic.
Colazione (dopo aver saltato la sua porzione di torta del papà la sera precedente causa mal di pancia)
- "Ah, finalmente la tortazione!" [Assaggio della torta, ndr]
Colorando i compiti
- "Mamma puoi colorare tu i rami? Sai, io sono un tipo che ama la precisione e se vado fuori dai rami che sono piccoli mi innervosisco"
Di fronte alla mia esclamazione "Che scema, non ci avevo pensato":
- "Mamma, non dire così perché non sei scema per niente"
Alla mia esortazione ad andare a giocare in cortile:
- "Da solo non ci voglio stare, ho paura della cantina"
- "Cosa ti fa paura della cantina? Mica escono i dinosauri"
- "Quelli no, ma magari una tigre, un vampiro o un fantasma sì"
#50sfumaturediVic
#Vicmylove