domenica 17 aprile 2016

"Sto rivalutando le belle e stupide. Almeno son belle".

mercoledì 6 aprile 2016

"La cosa più importante che ho imparato dopo i 40 anni è stato di dire no, quando doveva essere no" Gabriel Garcìa Marquez

lunedì 4 aprile 2016

Che bambina pulita!

Alla maestra, che in classe chiede a cosa può servire l'acqua, mia figlia risponde:

domenica 3 aprile 2016

Essere madre

Certe volte per sopravvivere con due figli bisogna essere sordi. Meglio se anche ciechi.

venerdì 25 marzo 2016

Solo a noi

Scottarsi il viso in una giornata allo Zoom, bioparco in provincia di Torino. In una giornata parzialmente nuvolosa. A marzo.

martedì 22 marzo 2016

sabato 19 marzo 2016

Cose da non credere

Il pulcino piccolo, 18 mesi non ancora compiuti, praticamente non parla (a parte dire mamma, papà, cacca, pappa, cacqua) però è avantissimo sul fronte della mobilità fisica. Oggi, ad esempio, ci ha avvisati che doveva fare cacca e messo sul riduttore l'ha fatta nel wc. Quando ha fame si va a mettere il bavaglino da solo, poi apre il cassetto delle pentole e me le indica. Si soffia il naso e mangia da solo dallo svezzamento. Beve dal bicchiere e dalla cannuccia. Adesso vuole fare colazione con i cereali e il latte nella tazza come tutti noi. È anche molto ordinato: Chiude le ante aperte, chiude i barattoli e mette le scarpe della sorella. Speriamo continui così.

giovedì 4 febbraio 2016

Christmas' memories

Immagino la maestra abbia chiesto ai bambini di disegnare il Natale come lo hanno vissuto. Tutti gli altri bambini hanno detto frasi tipo: "A Natale ero felice per i regali" oppure "Mi è piaciuto fare l'albero". La mia no. E' sempre più tutta sua madre.

giovedì 28 gennaio 2016

(Strane) dichiarazioni d'amore

Il Marito: "Il segreto del tuo fascino è alla fine il tuo caratteraccio. Hai trovato il marito giusto, del Toro, abituato a penare. E ad amare".

venerdì 22 gennaio 2016

Dichiarazione d'amore

Da alcuni giorni riflettevo su cosa, dopo quasi tredici anni e due figli insieme, tiene ancora legati me e il Marito. L'abitudine e i conti da far quadrare, certo. La volontà di dare il meglio ai bambini. La consapevolezza che l'uno per l'altro ci siamo e ci saremo sempre. La stima e l'affetto reciproco. Ma, mi chiedevo, basta tutto questo per decidere ogni giorno di sopportare i piccoli difetti dell'altro, le sue manie, le sue bizzarrie? Basta per avere ancora voglia di mettere in tavola una cena tutte le sere e lavargli le camicie e i calzini? Poi ieri sera, come spesso accade, sono andata a letto che il Marito era nel mondo dei sogni già da un po' e, come raramente accade, nessun figlio si trovava a dormire nel nostro letto, frapposto tra me e lui. Ebbene, il dormiente, pur continuando nella sua attività momentanea, quando mi ha sentita entrare nel talamo coniugale si è avvicinato, abbracciandomi e scaldandomi con il suo tepore. Mi si è aperto un grosso sorriso spontaneo sul viso ed è stato in quel momento che ho realizzato come il nostro amore in tredici anni sia cresciuto, mutato, abbia anche subito frenate e accelerate improvvise, sia stato maltrattato ma sia infine sopravvissuto a eventi eccezionali come la nascita di un figlio prima e di un altro poi, e sia sempre, magicamente, lì, pronto a saltar fuori al primo gesto inaspettato, alla prima risata complice, al primo abbraccio notturno. Ecco, ho realizzato che quello che ci tiene ancora legati è, semplicemente, la voglia di stare insieme, oggi come ieri.